A qualcuno sarà capitato di sentire parlare di Web 3.0.
Ma cosa vuol dire esattamente?
Rapidamente vediamo i cambiamenti evolutivi del web. Agli albori si parlava di web 1.0 dove gli utenti avevano la possibilità di leggere e trovare su internet le informazioni presenti sui siti. Il successivo passaggio vede la nascita del web 2.0, con il diffondersi di strumenti multimediali in grado di mettere le persone in comunicazione tra loro, capaci di interagire tra loro o partecipare direttamente e attivamente ai siti web che prima erano solo consultabili. Alcuni di questi strumenti: blog, social network, forum, chat, microblogging etc.
Ultimo passaggio evolutivo è appunto il Web 3.0.
Vediamo cosa presuppone e quali cambiamenti potranno esserci per il turismo online.
Il Web 3.0 è essenzialmente lo strumento che lavora per gli utenti. Con questo voglio dire che quando una persona decide di utilizzare la Rete, avrà la possibilità di trovare sempre informazioni, ma sarà facilitato in questo perchè a farlo sarà il web stesso.
Il Web 3.0, viene in tal senso definito, “web semantico“. I risultati sui motori di ricerca diventano più catalogati, organizzati, più precisi grazie al loro valore semantico. In sostanza si arriva ad avere una maggiore relazione tra tutti i diversi elementi sparsi per la Rete. E’ come se il web sapesse riconoscere e riorganizzare tutti gli archivi semantici presenti per quella specifica chiave di ricerca che si sta effettuando.
Esempio: cerco l’ “hotel X“. Non sarò più io ad impegnarmi nella ricerca di tutte le informazioni relative all’hotel X, ma ci penserà il web a farlo per me.
Ma come fa il web a trovare risposte attraverso questo valore semantico?
Con un linguaggio specifico. Esiste per esempio il linguaggio RDF che consente di integrare valori semantici all’interno delle pagine web, capace anche di scovare tutte le informazioni interconnesse allo stesso argomento. In sostanza è il nuovo linguaggio html del web 3.0. Questo linguaggio è abbastanza complesso ma stanno già venendo alla luce altri più semplici.
Il cambiamento più grande, come sostiene Enrico Madrigrano quando rispondeva ad alcuni miei chiarimenti in questo post , sarà l’ “innovazione della consapevolezza umana“. Quando cioè gli utenti capiranno che il web non è più solo uno strumento per socializzare, ma soprattutto per CAMBIARE. Strumenti di social che diventano sempre più strumenti dotati di forza, strumenti di vero e proprio cambiamento. Come dice Enrico in modo abbastanza forte, si avranno luoghi virtuali in cui le persone potranno concretamente esprimersi e fare qualcosa attraverso l’unione di “intenti”, idee, contenuti e informazioni finalizzate ad un radicale cambiamento della vita di tutti i giorni.
E questo cosa comporterà nel turismo online?
Come riportavo prima molto rapidamente, immaginiamo cosa succederà quando sarà il web a dare la risposta alle nostre ricerche. Tutte le informazioni sulla mia prossima meta di soggiorno verranno trovate dal web, catalogate, e non dovrò più essere io a cercare tra tutti i siti presenti su internet. Persino le persone che apporranno contenuti al riguardo vengono, diciamo semanticamente catalogate. Se ad esempio un domani scrivessi più recensioni per gli hotel, il web 3.0 offrirebbe all’utente un’indicazione utilissima, cioè che io ho scritto tot. recensioni per tot. hotel.
Una vera e propria banca dati di contatti (persone), siti internet, documenti e quant’altro che possono simultaneamente essere consultati e offerti in modo automatico dal web.
Voglio fare un ultimo esempio concreto che prelevo da questo video (vi consiglio di guardarlo), registrato da Francesco Caccavella (redattore Html.it):
l’utente che prenota la propria vacanza attraverso il portale turistico Expedia, riceve un riepilogo dei propri dati attraverso il sito TripIt (community di condivisione e pianificazione viaggi), il quale sarà in grado di rielaborare tale documento implementando automaticamente le seguenti informazioni: mappe sulla località turistica, eventi presenti nella meta di destinazione, meteo, note turistiche apportate da altri viaggiatori etc.
Si capisce dunque come con il Web 3.0, non solo si continuerà a partecipare e interagire tra utenti, ma si avrà a proprio vantaggio un mezzo capace di rispondere in modo ancora più esaustivo alle proprie domande e alle proprie ricerche. Un nuovo modo di interpretare la Rete, un mondo nuovo dove tutto ciò che è on-line diventerà sempre più simile alla realtà off-line.
Bel post…aspettiamo la prossima release
. In uno scenario futuro di questo tipo mi chiedo quale sarà l’evoluzione dei motori di ricerca e dei portali di prenotazione on line.
C’è sempre stata nel concetto di innovazione una grande antitesi: l’automazione, cioè la capacità di dare in automatico un risultato senza richiedere lo sforzo e l’impegno dell’utilizzatore, contro la libertà umana, che è la condizione base della creatività e quindi dell’innovazione stessa. credo che Thomas Khun abbia posto solide basi alla risoluzione di questo problema, a suo tempo…
Ma, oggi, l’automazione (addirittura) semantica rischia di limitare terribilmente la libertà umana. la contraddizione automazione vs creatività è davvero terribile se pensiamo che lo spazio in cui si inserisce è internet, lo spazio dell’informazione e della comunicazione della nostra epoca.
se l’automazione diventa semantica, allora google, i seo, i venditori, sono in grado di dirigere tutti i significati della rete in processi automatici di relazioni, e questo attraverso strumenti tecnici e non culturali.
il web 3.0 visto da questo punto di vista perde tutta la grinta grassroots che stiamo conoscendo nel web 2.0, ritorna ad essere una comunicazione one-to-many, dove l’uno (google, i portali ecc..) decide cosa vale e cosa no per me, e i “many” sono i tanti individui soli, atomizzati e appiattiti sul proprio passato (navigazioni internet passate, prenotazioni passati, commenti passati ecc..) che sono condannati a scegliere in un ristretto ventaglio di opzioni… semanticamente coerenti
Bellissimo articolo complimenti Danilo! Una vera e propria intelligenza artificiale, capace di elaborare concetti!!
complimenti per il post. Questa evoluzione sottolinea quanto sia importante per gli operatori partecipare alla conversazione on-line e coinvolgere l’audience a generare nuovi contenuti, come ad esempio recensioni sui servizi o prodotti.
@Alessio
Davvero interessante il tuo parere. E’ un’interpretazione un pò filosofica del web. Devo ammettere che inizialmente anche io ho pensato in questo senso.
Però se dovessi considerarlo per ciò che è il web oggi (web 2.0) e quello che sta facendo, i contributi che riesce ad apportare, penso che il web 3.0 possa regalare solo ulteriori migliorie. Naturalmente giudico anche dal punto di vista del marketing. Il web 3.0 potrà seriamente fare molte cose per coloro che ne capiranno le dinamiche. Non penso che ci saranno condanne o costrizioni per gli utenti. Restiamo pur sempre persone dotate di razionalità in grado di scegliere o rinunciare se una cosa vada bene o male per se stessi.
@Giovanni & Michele
Grazie. Michele complimenti per il sito di recensioni. Zoover.it lo conosco
Mi sa che dovranno anche loro adoperarsi con i nuovi linguaggi. Sarà abbastanza rivoluzionaria come cosa. Speriamo si vada per gradi…
Guardando la situazione dal lato tecnico – nel quale sono impegnato, e casualmente per il comparto turistico-ricettivo – tocca precisare che l’avvento del web 3.0 non potrà essere graduale per definizione. O meglio, lo sarà apparentemente: chi vorrà parteciparvi, dovrà seguire un percorso rivoluzionario; gli altri saranno emarginati rapidamente dalla visibilità nel www.
La ricerca di tipo semantico capovolge (letteralmente) le strutture delle basi di dati sui e dei quali i motori di ricerca insistono. Non si tratta di sostituire il motore diesel dell’automobile con uno ad energia nucleare, ma di mettere in orbita un sistema organizzato di cubi di Rubik.
Il padre dei problemi sta nel fatto che la ricerca semantica (che sia applicata al Web è solo una enorme complicazione del problema di fondo) implica e richiede che alla sua base – molto prima della presenza dei dati veri e propri – deve essere definito un sistema di regole: c’è un dominio, ci sono dei lemmi, di ciascuno di essi vi possono essere n interpretazioni/traduzioni, e ciascuna di queste ultime può averne N per conto proprio.
Dunque: le ontologie. C’è la necessità di definire le “regole” ed il loro sistema, che poi dovrà autoalimentarsi una volta introdotto nel mondo reale. Come bere un bicchiere di chinotto.
Al momento esistono alcune tecnologie motoristiche per mettere a terra le basi di dati, ma i linguaggi e le tecniche da utilizzare sono tuttora ben lontane dall’essere definiti con certezza ed affidabilità, non sono ancora stati fatti oggetto di business da parte della major del mondo dell’ICT, e dunque non sono ancora alla portata degli sviluppatori di software.
Personalmente sto seguendo un progetto col Dipartimento di Ricerca di Ingegneria Informatica di una certa Università italiana, che si sta occupando proprio di studiare il modello ontologico del dominio “turismo” in Italia. Problemino da nulla: lì dentro ci può stare praticamente tutto ciò che si può vedere, toccare, ascoltare, annusare, mangiare, bere, leggere ed ascoltare che c’è da noi. Dalla Pietàdi Michelangelo a mia nonna, che ha 102 anni ed è uno spasso.
Nel mondo vi sono centinaia di gruppi di studiosi che stanno lavorando a brandelli di ricerca come quella di cui sto accennando, ma ancora non sono stati stabiliti degli standard in alcuno campo di sapere e di operare.
Resta il fatto che la ricerca semantica sarà a breve un’evoluzione imprescindibile per il Web, ma anche per chiunque debba gestire delle informazioni per il proprio business.
In fin dei conti, si tratta di delegare la propria conoscenza a dei computer, che fanno il lavoro da sè. E’ interessante, utile ma… soprattutto: conveniente.
Dunque, si farà, si fa.
Come va a finire questa storia? Ci intravedo tre linee di operazioni: l’universo del Web, che partirà per un’avventura cosmica e coinvolgerà direttamente chiunque ne faccia parte, col sito, col portale, col social networking e coi wiki; l’attività di ricerca che cercherà di sviluppare il pensiero filosofico globale della conoscenza automatica; ed infine la realizzazione di micro-mondi privati basati sulla ricerca semantica. Questi ultimi supereranno in velocità di avvento i primi due.
Sviluppi a breve nel comparto turistico? Ma è ovvio: una nuova generazione di C.R.M!
Ugo
Ciao Ugo!
Non ho parole. Nel senso che aggiungere qualcosa alle tue considerazioni sarebbe superfluo.
Grazie del contributo!