Può tornare utile per un albergatore, provare a mettersi nella mente dell’utente medio e provare a pensare cosa solitamente può cercare in Internet da un hotel.
Il viaggiatore 2.0, o traveller 2.0, è un modo ormai comune per definire le persone che amano e si apprestano a fare viaggi e che impiegano le loro conoscenze sul web per una ricerca assolutamente autonoma delle offerte alberghiere più consone alle proprie esigenze.
Premetto subito che per questa prova di analisi e immedesimazione farò riferimento a Twitter.
Ma perchè proprio Twitter se qui in Italia non è poi così diffuso e addirittura più che inutilizzato dagli albergatori?
Posso subito rispondere dicendo che non è vero. Questa piattaforma di microblogging sta crescendo rapidamente e presto tutti ne saranno “vittime”, proprio come è accaduto con Facebook.
Anche gli Hotel troveranno molti vantaggi nell’utilizzo di Twitter, e al momento giusto gli albergatori sapranno utilizzarlo nel miglire dei modi. Soprattutto non bisogna pensare che gli strumenti di social network siano “inutili” o “impegnativi” per gli hotel. Il vero scopo per l’utilizzo di questi mezzi deve essere solo uno: la struttura alberghiera deve essere presente su questi servizi perchè deve farsi trovare dagli utenti.
Gli utenti infatti, non smetterò mai di ripeterlo, sono dei segugi nel ricercare le offerte più economiche o i last minute.
Ritornando alla volontà di questo post, ecco cosa accade su Twitter, quando il traveller 2.0 decide di ricercare un’offerta di viaggio.
Considerando che Twitter ha una miriade di tools (strumenti) che consentono di monitorare le conversazioni tra tutti gli utenti, ne prendo da esempio uno: Seesmic Desktop. Con questo tools, è possibile selezionare una serie di parole di proprio interesse e automaticamente su tre colonne si visualizzeranno tutti gli aggiornamenti relativi a tale parola.
Il fine a cui si può arrivare è chiaro. Il viaggiatore 2.0 inserisce ipoteticamente le parole “hotel”, “last minute”, “offerte” etc., e se l’albergatore è presente su Twitter e magari è solito usare le sopra indicate parole chiave, molto facilmente verrà trovato.
Questo tool, ripeto, è solo uno fra moltissimi che possono ritornare utili nel settore turistico, ma anche nel web marketing in generale.
L’albergatore può giustamente obbiettare: “Ma io non ho tempo per monitorare tutte le conversazioni o farmi un’idea delle parole chiave che gli utenti ricercano“.
Nessuno è obbligato naturalmente, però voglio far presente che la maggior parte dei guadagni delle compagnie aeree, ma anche delle agenzie di viaggio, spesso derivano proprio dalla vendita di pacchetti e offerte promozionali o da last minute.
Se l’hotel è presente su Twitter, sarà facile aggiornare molto rapidamente il proprio status, con l’offerta promozionale di riferimento che sarà a sua volta facilmente raggiungibile dal potenziale cliente. Un punto questo che avevo già affrontato nel post Twitter strategia di promozione turistica per gli Hotel .
Forse è ancora presto per capirlo qui in Italia. All’estero queste sono soluzioni quasi affermate.
Parlarne ora, può sempre ritornare utile per un futuro sempre più presente.
Image credits: Wired
Danilo Pontone
[...] a vedere articolo: Traveller 2.0: Twitter tools per cercare gli Hotel | Marketing … Articoli correlati: Un anno di web marketing | Web [...]
[...] Nel post di ieri veniva discusso quello che i viaggiatori solitamente possono pensare quando si apprestano a fare delle ricerche online per prenotare le proprie vacanze. Seguendo la scia di quelle argomentazioni si può approfondire l’argomento e colgo l’occasione per farlo attraverso i risultati che sono stati presentati ieri a Milano durante l’incontro “Estate 2009: chi parte e chi resta“. [...]
Traveller 2.0: Twitter tools per cercare gli Hotel…
Le possibilità offerte da Twitter per le strutture alberghiere….
In effetti anche io credo che sia un po’ presto per trane frutti: in particolare ho riscontrato io stessa che per il momento twitter può essere utilizzato come strumento di marketing solo rivolgendosi ai turisti stranieri, quindi postando esclusivamente in inglese.
Inoltre purtroppo in USA si sta già verificando ciò che molti esperti avevano già predetto da tempo: catene alberghiere e hotel indipendenti non fanno che offrire offerte e pacchetti inserendosi in conversazioni estranee all’argomento, “tartassando” i loro followers a ogni occasione. Questo purtroppo non è fare promozione, è spam!
Anche Twitter come Facebook dunque deve essere usato con ingegno e moderazione!
Margherita hai ragione.
Qualcosa sulle azioni spam di molti utenti/hotel presenti su Twitter le avevo lette anche io, e a dire il vero le avevo proprio notate con i miei occhi. Mi sembra di aver visto Hotel onnipresenti ovunque. Notai questa cosa proprio quando stavo stilando questo post se non erro.
Dovesse arrivare in Italia questa situazione di inserimento pacchetti/offerte su argomenti non inerenti, vorrebbe dire una cosa: finalmente ci si è resi conto delle potenzialità di Twitter.
Però sono fiducioso. Oggi ci sono molti sistemi antispam. Vedi Facebook, che se continui a postare o mandare messaggi privati, ti notifica ciò che stai facendo rischiando così la cancellazione dell’account.
Più c’è evoluzione e più è necessario circoscrivere la negatività che cresce insieme al successo stesso.
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