La PhocusWirgthConnect, importante azienda di ricerca inserita nel settore turistico, ha da poco realizzato un’indagine di mercato che dimostra come le prenotazioni sui siti transazionali siano in calo rispetto ai siti non-transazionali (cioè quei siti web dove non vi deve essere per forza l’azione finale di prenotazione del cliente).
Nel dettaglio la ricerca ha rivelato che lo sviluppo del web 2.0, ha portato ad un cambiamento nelle azioni degli utenti quando questi decidono di effettuare e pianificare i propri viaggi.
Si evidenzia soprattutto che, a differenza degli anni passati quando le prenotazioni online la facevano da padrone, adesso l’utente preferisce documentarsi, confrontarsi e ricercare tutte quelle informazioni che possano tornargli utili per prendere una decisione finale che lo spinga a compiere la prenotazione.
In tal senso si può notare come anche i portali turistici negli ultimi anni stiano un pò soffrendo. L’emergere delle community di viaggiatori e social network in particolar modo, spingono il traffico internet più verso i siti non-transazionali anzichè su quelli transazionali.
Lo studio di PhocusWrightConnect con la collaborazione di Conversion Report differenzia come segue i siti transazionali da quelli non transazionali:
- Transazionali: voli aerei, hotel, noleggio macchina hotel, fornitori di crociera e agenzie di viaggio online
- Non-Transazionali: guide di viaggio, motori di ricerca, community di viaggiatori, recensioni
Nei non-transazionali, poichè validi strumenti di ricerca e confronto con altri utenti, si possono includere anche i social network.
Certamente tutti i siti transazionali mantengono una buona fetta di mercato turistico online, ma dal 2007 al 2009 vi è stato un leggero calo a favore invece dei siti non-transazionali, che per comodità e chiarezza possiamo definire anche siti web di ricerca o consultazione. Nella ricerca condotta si è cercato di capire anche quante conversioni un utente medio compie in un mese. Il risultato mette in luce che i potenziali clienti preferiscono prima adoperarsi nell’utilizzo di strumenti online che possano garantire certezza e convincere alla prenotazione. Questo implica un ribassamento nelle conversioni mensili sui siti transazionali.
Questo problema che riguarda principalmente i portali turistici, può interessare anche gli hotel? Sì! Ma fino ad un certo punto…
Se infatti qualche hanno fa sul web si parlava di B2B (Business to Business), attraverso cui portali di prenotazione alberghiere erano il mezzo facile e immediato per trovare l’hotel giusto ed effettuare booking online, ora tale tendenza non sussiste più. Si preferisce parlare di C2C (Consumer to Consumer), attraverso Social Network, Community e Blog (per esempio TripAdvisor).
Passano di moda modelli transazionali come i portali turistici a favore della compartecipazione e condivisione di contenuti da parte degli utenti. Questo non comporta però una penalità per le strutture alberghiere le quali continueranno a ricevere visite, a maggior ragione sul proprio sito istituzionale, senza dover per forza contare sull’aiuto degli intermediari.
Uno scenario forse esagerato, ma nulla vieta di pensare che se nel 2009 il cambio di percentuale dal 2007 è stato del 4%, tra qualche anno, quando tutti gli internauti matureranno il proprio approccio alla Rete, il salto di percentuale potrà essere tale da pareggiare la situazione del mercato turistico online, arrivando ad un 50% di utenti fruitori di siti transazionali e 50% non-transazionali.
Il succo di tutto questo discorso è il seguente: se dovessi prenotare presso una struttura alberghiera, attraverso i vari strumenti di condivisione, interazione e pianificazione viaggi presenti su Internet arriverei ad ottenere informazioni tali da infondermi fiducia nel prenotare. Per quale motivo prenotare sui portali turistici?
Meglio direttamente con l’hotel!
Il web 2.0 ormai in una fase di passaggio al web 3.0, è una chiave vincente per gli Hotel.
Bisogna mettersi in gioco, ed entrare in quella rete di condivisione che ormai tutti preferiscono. Chissà che magari l’albergatore stesso potrà fare da consigliere al cliente per la pianificazione del proprio viaggio (in casa sua).
image credits: we world web
Danilo Pontone
Mi ha fatto molto piacere poter leggere questo articolo perché conferma che il social network di cui faccio parte, minube, va nella giusta direzione. Da due anni stiamo cercando di realizzare quello che ora si va delineando nel panorama turistico online: la possibilità per l’utente di seguire tutto il suo viaggio, dalla fase di ispirazione iniziale, alla pianificazione e prenotazione, fino al viaggio e alla condivisione dell’esperienza.
Alla base della crescita dei siti non-transazionali vi è, come dici tu, la creazione della fiducia. Ciò che noi definiamo il “circolo della fiducia” e che differenzia una (vera) comunità da un sito di recensioni: ciascun utente può organizzare i propri viaggi in base alle opinioni e alle esperienze delle persone con cui ha un rapporto e di cui si fida, siano esse familiari o amici; una persona conosciuta e vicina apporta fiducia e credibilità, tanto che a volte leggere il blog di un proprio contatto può valere più di mille opinioni di gente sconosciuta. Per questo noi parliamo di “viaggi sociali”.
Un saluto
Ciao Ciro!!
Sono contento anche io di questo cambiamento. Tutto quello che ha a che fare con la compartecipazione al web è una cosa molto positiva. In questo modo si crea un circolo non solo di fiducia, come dici tu, ma anche di esperienza e arricchimento d’informazioni.
La strada è ancora lunga, ma il cambiamento è già in atto
Gran bel post, complimenti!
Grazie Robert!!
[...] un interessante articolo di Danilo Pontone apparso su TourMarketing appare evidente che le ultime novità del web 2.0 stanno apportando cambiamenti anche al processo [...]
[...] un interessante articolo di Danilo Pontone apparso su TourMarketing appare evidente che le ultime novità del web 2.0 stanno apportando cambiamenti anche al [...]