Quando è nato il blog di Tourmarketing tra i primi argomenti che sono stati affrontati c’era una definizione del Web 2.0 un nuovo modo di interpretare la rete.
Oggi ritorno a parlarne perchè quest’accezione resta sempre attuale, e su Internet sono molte le interpretazioni e le considerazioni che esperti e non ne danno al riguardo.
Senza ripetermi più del dovuto, basti sottolineare che il Web 2.0 è un nuovo metodo di approccio da parte degli utenti su Internet. Questi infatti non sono più passivi ma attivi, si prodigano nella ricerca di informazioni, interagiscono tra loro scambiandosi idee e consigli, si pongono in una relazione più diretta e immediata con le aziende. Da questa relazione utente/azienda vi è il vantaggio di un miglioramento reciproco. Le aziende crescono grazie ai feedback degli utenti che a loro volta si sentono più fiduciosi e maggiormente supportati nelle loro azioni e scelte.
Detto questo, parto da un grafico utile a far capire perchè le aziende, hotel e strutture ricettive in generale, è necessario che siano presenti sul web 2.0.
La risposta è chiara dall’immagine (tratta da http://www.gandalf.it) la quale dimostra l’elevata e continua crescita degli utenti italiani sul web.
Da notare che di questi italiani, 21 milioni accedono ad internet almeno una volta al mese e 5 milioni vedono internet come un elemento essenziale della loro vita.
Cosa deve fare l’azienda per entrare nel migliore dei modi nel web 2.0?
I punti principali sono i seguenti:
- “operare” su Internet come se fosse un utente, deve arriavare quasi a distaccarsi dall’immagine aziendale
- ascoltare le esigenze del proprio utente o potenziale cliente
- rispondere puntualmente alle richieste degli utenti
- partecipare in modo attivo non solo rispondendo agli utenti, ma andando in giro per il web. Sarà questo un modo per farsi conoscere e rendersi più riconsocibili.
Quali sono gli elementi che garantiscono più possibilità di successo?
- Offrire un immagine unica e riconoscibile subito. Spesso gli utenti si affidano alla riconoscibilità del marchio. Ecco la stessa cosa bisogna riuscire a garantirsela con le proprie capacità di navigazione su Internet. Essere ricordati per qualcosa di particolare.
- Tutto ciò che si fa, bisogna realizzarlo con serietà e soprattutto onestà. Questo accresce la propria credibilità e aumenta la fiducia nei potenziali clienti.
- Restare sempre aggiornati sui cambiamenti e le evoluzioni del web. Questo continua a cambiare molto rapidamente. Necessario quindi cavalcare l’onda.
Alcuni consigli utili e alcune pratiche da evitare?
Consigli:
- Prima bisogna dare e offrire le proprie informazioni/prodotti e poi aspettare di ricevere qualcosa dagli utenti
- Siate costanti nel tempo. Non ha senso dedicarsi ad un lavoro impegnativo sul web attraverso social network, blog, sito istituzionale etc., solo per qualche giorno o mese. Bisogna attendere e avere fiducia. I risultati arriveranno.
- Usare un linguaggio semplice privo di tecnicismi inutili e noiosi per chi legge.
- Consentire agli utenti di commentare ed anche criticare i propri prodotti. Le critiche fondate aiutano a migliorarsi.
- Non approciarsi al web 2.0 credendo che sia la via che salverà e svilupperà l’azienda nel mondo. Meglio essere umili e lavorare con dedizione mantenendo i piedi per terra.
- Non è necessario essere su Internet solo per vendere i propri prodotti
Pratiche da non seguire:
- Fare un sito, blog, account Facebook o Twitter o altri, solo “perchè ce l’hanno tutti”
- Ristrutturare il sito per abbattere la concorrenza. In questo modo finirete per copiare le idee altrui
- Non pensare al proprio sito aziendale come ad una vetrina virtuale attraverso cui aumentare le vendite. Questa mentalità lasciamola al lavoro off-line. Meglio un sito o blog che vi metta in interazione con il cliente.
- Non fare promozione con una miriade di link inseriti ovunque o spedizione di email a tutto spiano. Questo è fare spam. Meglio lavorare ottimizzando il sito secondo principi sani e giusti. (Seo – Search Engine Oprtimization)
- Sperperare soldi e tempo solo sul Pay Per Click. Certamente utile ma non è l’unica via.
- Pensare di essere già aziende del web 2.0 senza nemmeno sapere cosa sia veramente.
Infine: credere di poter risollevare le sorti aziendali solo con le proprie forze.
Alle volte è meglio chiedere il supporto di esperti del settore: le Web Agency.
