Sono alcuni anni che mi occupo attivamente di turismo online e in particolare di marketing turistico e web marketing turistico. Il panorama italiano, per chi come me si occupa di questo, è abbastanza difficile.
Scambiando alcuni pareri con gli autori del Web Travel Marketing, mi sono reso conto che non sono l’unico a imbattermi in una vera e propria incosapevolezza da parte degli operatori turistici (albergatori in primis), su cosa sia effettivamente il web.
Ci si sta dirigendo verso l’era del web 3.0, secondo alcuni già ci siamo dentro, e nel turismo online in molti non sanno nemmeno cosa sia il web 2.0, non sanno nemmeno cosa voglia dire, come si metta in pratica. In molti sono rimasti archiviati al web 1.0. Questi molti però, non sanno che quel tipo di web, è morto o in fase di totale estinzione!
Parliamo di SEO, e mi rendo conto di quanto sia difficile se non impossibile per gli albergatori capire cosa sia. E’ impossibile perchè non hanno ancora capito quali sono le potenzialità del web in generale e quello che si può ottenere da esso.
Resto meravigliato quando poi mi viene detto “Eh ma tutti a parlare di questo Seo, del web 2.0, del web marketing turistico. Ma che vuol dire?”. Sembra quasi che il tempo e le informazioni presenti su questo Blog e su quelli di altri colleghi, siano solo parole che lasciano il tempo che trovano. Basterebbe fare una semplice ricerca su Google per scoprire un nuovo modo di approcciarsi al web.
Il mio non vuole essere uno sfogo, ma solo una constatazione di ciò che è oggi Internet per il turismo italiano. Siamo un Paese tanto arretrato sotto questo punto di vista. E sono d’accordo con i colleghi Antonello Maresca, Enrico Ferretti, Robi Veltroni, Giovanni Cerminara, Federico Todisco, Alessio Carciofi, che su Facebook mi coinvolgono in un dibattito che ci vede costernati davanti all’involuzione che il nostro mestiere dovrebbe adottare per adeguarsi alle conoscenze del nostro target di riferimento.
Ma siamo, o quanto meno cerchiamo sempre, di restare professionisti. Proseguiamo con il nostro lavoro e ci impegnamo a diffondere quelle conoscenze che un giorno si spera entrino a far parte di qualsiasi realtà turistica, dal più piccolo b&b alla più grande catena alberghiera. E dunque ribadisco che da parte mia non c’è nessuno sfogo, ma solo una specia di “proclamo” che spero venga letto e accolto come dovrebbe. Sono fermamente convinto che il web e il web marketing turistico sia per tutti, ma solo per coloro che davvero ci credono e che ne conoscono le dinamiche. Chi non ha interesse non potrà mai scoprire e approfondire nulla di tutto ciò, e ahimè sono sicuro che rimarrà tagliato fuori da un mercato che prevede decisamente un cambio di rotta verso una realtà virtuale che è sempre più social. E’ inevitabile che questo accada, e sono sicuro che stia già accadendo.
Oggi poi, giusto per gettare altra benzina sul fuoco, scopro l’indagine di mercato “Competitività delle Pmi del turismo di fronte al cambiamento” realizzata dall’assemblea Asshotel-Confesercenti, dove viene messo in risalto che:
- le strutture alberghiere a 3 o 4 stelle utilizzano i sistemi informatici per oltre l’85% del campione intervistato
- sconcertante il fatto che il 42% degli hotel a 1 o 2 stelle non utilizzino minimamente internet (proprio loro che dovrebbero averne più bisogno).
- viene dichiarato che a prevalere è la vendita “diretta”. Per intenderci meglio: il web non è degno di essere usato per scopi promozionali.
Mi accodo e appoggio la dichiarazione del presidente di Confesercenti Marco Venturi:
se da un lato è fondamentale non farsi sorprendere dai profondi cambiamenti della domanda turistica mondiale dall’altro bisogna reagire con determinazione contro quel pedaggio assurdo costituito per il turismo italiano dalle troppe arretratezze che l’Italia sconta: infrastrutture, energia, mancate decisioni sull’Iva e sugli incentivi verso le nuove tecnologie, internet in testa.
Ma allora per me e colleghi, constatata tale arretratezza, “non ci resta che piangere?”.
No! Non ci rimane che continuare nella nostra mission. D’altronde fa parte del nostro lavoro, e poi qualcosa accadrà per forza.
Condivido in pieno le tue parole Danilo. Complimenti per il post
Ciao Danilo, condivido molto di quello che scrivi e capisco anche l’amarezza.
Però non è vero che ci resta solo da piangere, anzi c’è molto da fare e lavorare. Come professionisti abbiamo l’obbligo di essere sempre informati, aggiornati e di stare uno e anche tre passi avanti sul fronte della tecnologia e della cultura di marketing . Ma bisogna poi lavorare con le imprese senza esagerare con le fughe in avanti. E questo dipende molto dall’approccio di enti e istituzioni che invece purtroppo si lanciano in progetti web molto spinti sul piano della cultura e della tecnologia 2.0 ma non hanno la più pallida idea di quale sia la conoscenza e l’uso del web da parte del loro tessuto imprenditoriale.
Per questo credo che in Italia un grande esempio da seguire sia proprio la Regione Toscana che porta avanti una grande strategia di comunicazione e marketing turistico sul web ma allo stesso tempo lavora su imprese e persone, sulle loro competenze, professionalità e conoscenze. E’ un modello che alla lunga è certamente vincente perché ha l’effetto di evolvere e rassicurare rendendo manager e imprenditori più forti, ricettivi e consapevoli.
Grazie per il tuo bel blog! Ciao Lidia
Ciao Lidia,
grazie per il commento, che non posso far altro che condividere. Il sistema di promozione turistica onlina della Regione Toscana, come dici, è sicuramente molto più avanzato rispetto a quello che viene fatto per l’intero territorio nazionale, e il mio post voleva per l’appunto sottolineare questo aspetto. Logicamente il “non ci resta che piangere” è una domanda retorica, e coem ben dici tu bisogna continuare ad affrontare l’attuale situazione, augurandoci una svolta positiva.
Grazie
Grande Dani, hai fatto bene a rendere pubblico il nostro pensiero/sfogo!
[...] Qualcuno ha già avuto modo di leggere e commentare il mio post qui su Tourmarketing, ho voluto però riportare l’argomento anche sul magazine: “Arretratezze del Turismo Italiano: Internet in testa!“. [...]