Il turismo cambia in continuazione e negli ultimi tempi si è assistito alla crescita delle accomodation fornite da privati le quali ormai rappresentano una valida e sempre più sfruttata alternativa ai classici hotel e bed and breakfast. Certo non è più il tempo degli affittacamere da trovare tramite passaparola ed è finita anche l’epoca delle case vacanza pubblicizzate tramite un piccolo sito internet amatoriale, oggi infatti si usano piattaforme internazionali specializzate in questo tipo di alloggi.
Sono ormai tanti i siti che si propongono come intermediari tra privati che offrono il proprio spazio e viaggiatori desiderosi di risparmiare e vivere un’esperienza più originale rispetto a quella che può offrire un albergo. Wimdu (http://www.wimdu.it) uno degli ultimi siti nati in questo mercato, ha scelto proprio di porre l’accento sull’unicità dell’esperienza di viaggio e ha come motto “Travel like a local”. Non si alloggia più in hotel dove le stanze sono uguali Pechino come a Londra, ma si cerca di gustare a pieno il proprio viaggio dormendo in case autentiche, normalmente usate dagli abitanti della città in cui si vive.
Si può alloggiare un loft in un quartiere trendy di Londra oppure in una casa colonica vicino Firenze, facendosi guidare, naturalmente, dalle recensioni degli altri viaggiatori che si trovano sul sito. Sempre Wimdu mette anche a disposizione un’assicurazione gratuita a chi offre la propria casa, per salvaguardare chi affitta ma anche per far passare delle vacanze tranquille a chi viaggia. Si dorme a casa estranei, ma con la sicurezza di un albergo.
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Notizia di oggi: (grassetto mio)
Verrà lanciato ufficialmente il 1° ottobre, ma è già on line da oggi (e pienamente funzionante) DoveViaggi.it, il nuovo sito di ‘Dove’, il mensile di viaggi della Rcs, diretto da Carlo Montanaro. Con una novità, che rappresenta una vera e propria “prima” nel mondo editoriale: i lettori possono acquistare direttamente sul sito i viaggi e i pacchetti turistici per le mete di cui si parla nei servizi.
Leggi e prenota, vi gusta?
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Tutto è partito da un contatto su Linkedin e da un link su Ninjmarketing : l’ idea del baratto applicato ai social media suona quanto meno interessante. Un paio di email e la grande disponibilità degli amici del Pizzicato EcO b&B hanno fatto il resto: ecco l’intervista che ci hanno lasciato. Ci sono spunti da condividere: fateci sapere la vostra opinione a riguardo
Raccontaci questa idea del baratto
La pratica del “baratto” è molto diffusa tra varie strutture iscritte al portale di Scivoletto, abbiamo aderito con entusiasmo e abbiamo avuto ottimi riscontri, il portale e le strutture che aderiscono sfruttano il baratto per alcuni giorni all’anno, noi lo pratichiamo tutto l ‘ anno, ci ha dato modo di differenziarci primo e in secondo luogo di entrare in contatto con esperti delle più svariate attività con la quale siamo entrati in contatto e abbiamo barattato. Molte volte è solo uno strumento di interazione perché incuriosisce molto altre volte il baratto si conclude. Non abbiamo limiti sulla formula di baratto ogni proposta sensata può essere fatta, tranne quando si tenta di barattare la suocera o la cognata
Che siamo social e molto c’è stato ripetuto più volte e ogni volta rimango sbalordito per la sorpresa di chi ci segue ci conosce e incontra. La passione personale e fondi limitati destinati alla promozione mi hanno stimolato e convinto ad un approccio promozionale social più che quello classico commerciale molto costoso per un azienda a gestione famigliare e poco targettizato. Esserci fa la differenza ma usarlo con intelligenza, dedizione costante e creatività e un deterrente per far si che la social promozione porti i sui frutti.
Un approccio cosi innovativo e social come nasce?
Tanto più si è in una realtà sconosciuta tanto più internet aiuta, ormai domandare come ti promuovi ? A mio avviso non ha più senso, non esser on line vuol dire non avere check In. Certo il passa parola genera molto ma se non generi arrivi non generi nemmeno il passa parola se non sei capaci di sfruttare off line l on line rimane uno strumento comunque asettico e poco stimolante in termini di conversioni/prenotazioni. Molti miei colleghi mi chiedono ” ma tutto questo social ti da prenotazioni?” nella domanda si può estrapolare la scarsa propensione e conoscenza del motivo per cui si è social, non è certo per avere più prenotazioni, da tutti i vari canali social che usiamo se abbiamo ricevuto 4 prenotazione è già tanto. Molti sono convinti che gestire una fan Page sia uguale ad avere incrementi economici. Nulla di più sbagliato, genera interazione genera passaparola, genera uno sviluppo dell immagine del brand da cui ottenere utili informazioni per implementare e affinare il nostro sevizio.
Internet è il vostro canale di promozione preferito o utilizzate anche altri strumenti?
La nostra comunicazione è 100% internet abbiamo provato altro ma con scarsi risultati e più investimenti.
Cosa diresti ai tuoi colleghi che guardano con diffidenza il web?
Le visite al nostro sito provengono per il 70% da profili social quali Facebook e Twitter cerchiamo di gestire tutto il nostro mondo social, credetemi è tanto, da essere umani e non da azienda, quando i mie competitor avranno capito questo bè dovremo ingegnarci per nuove strategie. Al momento ci godiamo i nostri risultati con la speranza che questo lavoro e impegno costante porti i suoi frutti, più che speranza ne siamo certi voi che dite
?
Grazie ancora, ci vediamo in Puglia, anzi in un B&B sul Gargano questa estate ok?

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Avendo da tempo insistito sull’importanza di spingere il nome dell’hotel nei social network come Facebook e Twitter, oggi ci soffermeremo sugli strumenti di analisi (quantitativa e qualitativa) della nostra presenza in queste reti di comunicazione online.
Nonostante al primo posto arrivi il Facebook Analytics di Zuckerberg, è bene ricordare tutte le altre piattaforme social che internet può offrire. Nel settore turistico spesso non ci si più fermare a Facebook, basti pensare a tutte le app per iPhone o Android che fanno uso di reti social specifiche per le prenotazioni online, per i voli aerei e le offerte di viaggio.
Arrivati a questo punto non resta che chiederci:
Quanto siamo Social?
Facebook Analytics: il tool più conosciuto e probabilmente il più usato per misurare le attività dei vostri fans. Si suddivide in due parti, la prima per analizzare l’utente medio che agisce nella vostra pagina, la seconda per qualificarne il suo comportamento (unlikes e likes, commenti ed altro).
Topsy: se al secondo (o primo?) posto cè Twitter, il suo strumento di analisi è Topsy, vi permetterà di analizzare quanti altri hanno condiviso/retweetato un tweet semplicemente inserendo una chiave di ricerca, che va ad interrogare le serp di Twitter.
TweetStat: più approfondito e ricco di Topsy, TweetStat è lo strumento d’eccellenza per chi vuole scendere più a fondo nelle analisi dei tweet del proprio canale. Parliamo sempre di tool gratuiti, qui ad esempio basta inserire il nome del nostro account Twitter e vedere i risultati.
TweetAnalyzer: altro strumento completo quasi quanto TweetStat è l’Analyzer gratuito che consente una visualizzazione in stile Google Analytics dei nostri tweet, semplicemente inserendo il nome dell’account.
Klout: a mio parere il più utile degli strumenti di analisi di Tweeter per un hotel: Klout ci da non solo un punteggio di classifica che quindi possiamo tenere sotto controllo nel tempo, ma anche un quadro completo e piuttosto intuitivo di tutte le sfere sociali toccate da Tweeter: possiamo capire ad esempio quanto ci siamo impegnati nella parte creativa del nostro canale, oppure quanto contenuto è stato condiviso del totale pubblicato. Sicuramente utile giorno dopo giorno.
Bit.ly: uno strumento che – nella versione free – consente di ottenere il link shorten (abbreviato) di un nostro input e, registrandosi gratuitamente, l’analisi di questo link, visualizzando i click e il comportamento delle visite (come un Google Analytics ma decisamente più limitato =))
Youtube Insight: quasi identico a quello di Facebook, l’insight di Youtube ragiona sulle stesse metriche di preferenza del primo, tuttavia applicando gli algoritmi qualitativi a parametri ben diversi, come possiamo immaginare. Un video che può avere tag, posizione geografica e tanto altro, si posiziona in maniera diversa, basti pensare al pubblico a cui è sottoposto.
coComment: ottimo tool per tenere sotto controllo i commenti su un determinato link o sito web.
Backtype: sei più impegnato su Facebook o Twitter? Questo mese hai pubblicato materiale su Digg? Di più o meno del mese scorso? Risponde Backtype.
Vogliamo concludere con la ciliegina sulla torta? HootSuite! Ci permette di aggiornare contemporaneamente più profili social ed analizzarli dalla stessa piattaforma. Tutto da provare.

Mi piace pensare che ne conosciate tanti altri, sarei felice di aggiornare questa lista secondo le vostre impressioni. In tal caso, lasciate un commento qui sotto
Alla prossima.
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Una recente e interessante presentazione di Agnese Vardanega sulle tecniche di analisi dei nuovi media per il turismo.
Vi lasciamo il link dove potete gustare qualche minuto di ottimi spunti di lavoro.
Tecniche di analisi dei nuovi media del turismo, di Agnese Vardanega, GEN 2011
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