Nei giorni scorsi scrissi questo post nel quale spiegavo come non riuscii a trovare risultati di Parity Rate nelle ricerche effettuate per fare una prenotazione presso un hotel. Insieme a questo ho analizzato anche le ricerche e riscontri ottenuti attraverso le Recensioni affiancando ad esse l’importanza della Brand Reputation per le strutture ricettive.
Oggi voglio invece presentare quelli che sono stati i passaggi da me compiuti per ricercare un hotel online. Penso che possa tornare utile agli albergatori, di modo che possano farsi un’idea di come un’utente medio prediliga muoversi sul web.
Ogni utente ha i suoi metodi di ricerca delle strutture alberghiere, ma quello su cui voglio porre maggiore attenzione, sono i canali e gli “spostamenti” che si è soliti fare per trovare l’hotel migliore che offre la soluzione migliore.
Questi i passaggi principali:
1. Ricerca sui motori di ricerca “Hotel + nome della città d’interesse”
La prima cosa che ho fatto è stato usare Google, ma non nascondo che ho provato anche Bing. Com’è ormai solito, Google mi ha riportato, nella prima pagina, alcuni hotel con tanto di mappa. Trovo il fatto di visualizzare gli hotel sulla mappa molto utile. In questo modo vedo subito in che zona della città di mio interesse andrò a soggiornare. Per questo è importante che tutti gli hotel inseriscano la propria struttura sulle Google Maps. Ho consultato quei risultati. Ma poi sono passato subito allo step successivo in quanto quegli hotel non rispondevano alle mie esigenze.
2. Consultazione dei principali portali turistici: Booking.com, Expedia, Venere, Hotels.com
I portali turistici offrono sempre qualche vantaggiosa soluzione, quelli che ho citato sono i primi che vado a vedere (ma solo per un gusto personale). Grazie all’enorme quantità e ricchezza di contenuti dei portali, mi sono fatto un’idea sulle zone e gli hotel in cui avrei potuto soggiornare. Il cerchio di scelta ha cominciato a stringersi fino ad arrivare a trovare l’hotel migliore.
Quando ho individuato l’hotel che più m’interessava (lasciando una riserva per gli altri), ho proseguito come illustro nel punto seguente.
3. Consultazione del sito dell’hotel
Ho preso il nome dell’hotel, l’ho inserito su Google, e ho cercato direttamente il sito istituzionale dell’hotel. Un pò per professione e per non andare contro le mie idee, volevo prenotare direttamente sul sito dell’hotel. Come già osservato: i clienti preferiscono prenotare sul sito alberghiero. Ed era un sito devo dire anche ben fatto. Efficiente pure il sistema di prenotazione. Era praticamente fatta. Se non fosse stato che la tariffa che mi si presentava era decisamente superiore a quella trovata sui portali. A questo punto il dubbio della Parity Rate di cui ho parlato nel mio precedente post. Ho pensato così di fare una comparazione di prezzi.
4. Comparazione prezzi e consultazione di Community di viaggiatori: TripAdvisor, Trivago, Tripshake (per citare le più conosciute)
Attraverso TripAdvisor, ho effettuato la comparazione di prezzi. Lo dico subito. Alla fine mi sono visto costretto a prenotare attraverso un portale. Dei 4 portali turistici che avevo consultato, ve n’era uno (Hotels.com), che presentava una riduzione di prezzo del 20%. Ma la cosa strana era che in ogni caso, la tariffa più alta ce l’aveva proprio il sito dell’hotel, come avevo già scritto nei giorni scorsi.
Dopo la comparazione sono passato alla consultazione delle Recensioni su TripAdvisor e Trivago (quest’ultimo lo preferisco in quanto riesce a fare una media più credibile sui giudizi dei vari clienti sui tanti portali turistici); successivamente ho anche interagito con alcuni utenti, ad esempio su TripShake, per chiedere quali cose avrei potuto visitare nel centro storico della città. Tra foto e consigli vari, i vari utenti della community sono stati molto utili.
5. Consultazione sui social network
Anche i social network hanno giocato un ruolo fondamentale. Per prima cosa ho digitato nel campo di ricerca di Facebook il nome della struttura per vedere se avesse creato qualche gruppo o pagina fan su cui leggere eventuali altre considerazioni. L’hotel non era presente. Sarebbe stato interessante però vedere e magari chiedere in tempo reale, una conferma della mia prenotazione. Pazienza. Ho comunque usato i social network (Facebook e Twitter nello specifico), per cercare contatti che vivono proprio dove mi dirigerò, ai quali magari chiedere consiglio. In questo modo ho ottenuto consigli da coloro che in quella città ci vivono da sempre. Ho potuto così unire punto di vista dei viaggiatori con quello degli abitanti.
6. Consultazioni di blog turistici che parlassero della città
Non ultimo ho cercato informazioni turistiche più specifiche. Per leggere qualche curiosità e approfondire diversi aspetti. Ho cercato qualche blog che facesse proprio marketing territoriale. Qualche interessante articolo sono riuscito a trovarlo.
Risultato?
Quando mi sono messo in contatto con una persona che mi aiuterà a girare per la città di Napoli (così svelo a tutti dove andrò), è rimasta stupita di come fossi informato su tutto o quasi.
Ecco cos’è il web oggi. Forse toglierà la bellezza dei viaggi all’avventura. Però ti da certezze, sicurezze, garanzie su cosa e dove andrai. Su ciò che è bene fare e cosa no.
Tutti gli utenti ormai sono pratici nel fare questi tipi di ricerche. Le strutture ricettive che non conoscono e non utilizzano tali mezzi, perdono una buona fetta di traffico/potenziali clienti. Quello che consiglio di fare ad un albergatore è di riuscire ad entrare nel flusso di queste comunicazioni e convogliare tale traffico verso la propria struttura.
Danilo Pontone
Bel post! Mi stavo chiedendo la stessa cosa in questi giorni su quale fosse il comportamento di cliente e l’ho immaginata proprio così.
Soffermandoci sull’ultimo step mi interessa sapere come i blog in generale possono influenzare le decisioni dei viaggiatori provenienti dall’estero.
Pensate che in Italia ci siano validi strumenti per aiutare il cliente straniero in questa fase del processo decisionale?
Quali sono le best practies?
Alessandro la prima cosa che mi viene in mente nell’immaginare un utente straniero che visita un blog italiano è la lingua in cui è scritto.
Mi auguro che il blog abbia più lingue, ma come ben sai, è difficile trovare blog aggiornati anche per utenti esteri.
Penso che un blog improntato sul marketing territoriale possa aiutare molto poco un utente straniero.
Se un blog presenta invece una strutturazione su più lingue, ben venga! Sarà senz’altro la sua fortuna!
In ogni caso, farsi almeno trovare è importante, poi chissà lo scambio di comunicazioni può avvenire tramite altri mezzi (es. le email) anche se il blog non è per niente comprensibile in quanto in sola lingua italiana.
Strumenti in Italia che aiutino il cliente straniero, blog a parte? Ce ne sono, solo che non vengono usati.
Come sempre, prima di tutto, punterei quanto meno sul far trovare un sito istituzionale completo dal punto di vista linguistico: italiano, inglese, tedesco, spagnolo, francese.
Grazie del commento!
Post interessante che sintetizza chiaramente tutti i passi che anch’io intraprendo prima di prenotare un albergo. Una sola nota, scrivo dall’estero dove gli utenti esprimono fiducia nei DMO e quindi verificano l’informazione anche su portali turistici di enti locali (quelli che potrebbero avere le risorse multilingue). Io – per esempio – controllo gli eventi su questi siti e mi organizzo sulle attivita’ da svolgere durante il viaggio. Nessun portale turistico e’ stato nominato in questo caso, una dimenticanza o qualche altro motivo? Sono curiosa di capire.
Ciao Maria!
Hai perfettamente ragione.
E’ stata una dimenticanza dovuta probabilmente al fatto che ho legato troppo la stesura di questo post alla mia recente prenotazione di soggiorno dell’ultimo viaggio che ho fatto, per il quale non ho guardato a siti che riportano eventi e attività presenti nella città.
E’ indubbio, come dici tu, che da certi siti si possano ottenere valide informazioni, e ti ringrazio di aver dato il tuo contributo.
Inoltre, in passato, ho proprio centrato un intero post sul senso e sull’importanza del marketing territoriale attraverso il quale è bene “sponsorizzare” la propria città. In questo post (http://www.tourmarketing.it/web-marketing-turistico/marketing-territoriale-e-corporate-blog-per-promuovere-lhotel) parlavo nello specifico dei blog, ma come hai fatto notare anche tu, esistono veri e propri siti dedicati agli eventi e attività presenti in una località turistica.
Ciao e grazie ancora del commento
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