Web marketing turistico, posizionamento sui motori di ricerca e idee per gli hotel online: strategie e strumenti per la promozione sul web
19
August
2010

Gli hotel e Facebook: dove sei? Te lo dice Places

E’ nato Facebook Places, lo strumento che si integra al conosciutissimo e popolato social network per condividere con tutti gli amici la posizione in cui ci troviamo.

Iniziamo dal dire che attualmente Places è disponibile solo per mobile, il motivo è scontato: comodamente dal nostro cellulare potremo sapere dove una persona è stata, che città ha visitato e, perchè no, anche in che hotel ha alloggiato. Allo stesso modo se sono in un luogo e voglio farlo sapere ai miei amici, mi basta aprire Facebook Places dal mio iPhone e impostare come nuovo Place il punto in cui mi trovo. Una cosa del tipo: “Sono a Roma con Luigi, giornata stupenda! Anche l’hotel è carino.” Facebook Places farà in modo di dirvi

1) il nome della città, i punti guida principali

2) con chi ci siete stati (tramite tag)

3) l’hotel dove avete alloggiato

Molti di voi diranno: c’è già Four Square che ci pensa, e da molto tempo. In un certo senso si, anche se ci sono molte differenze tra Four Square e Places. Lo scopo tuttavia è lo stesso, condividere con chi conosciamo la nostra posizione, i nostri luoghi preferiti. Su questo Facebook passa in netto vantaggio perchè può sfruttare la sua vastissima rete di iscritti e la sua fama già affermata da anni.

In che modo quindi Places potrà tornare utile agli hotel?

Quando iscriviamo una nuova posizione e facciamo un “check in”, Places ci chiederà se questa posizione corrisponde ad una attività (business place) e quindi, accettando la segnalazione, verrà creata una pagina apposita. L’effetto potete immaginarlo: se trascorro una vacanza in un hotel e lo segnalo in Places, il nome di questo hotel finirà anche nella bacheca degli miei amic, creando un passaparola in tempo reale. Una sorta di pubblicità indiretta nel più famoso dei social network.

Sicuramente un motivo in più per gli hotel di iscriversi a Facebook ;)


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10
August
2010

“Aspetta che cerco su internet”

Nel novanta percento dei casi al giorno d’oggi, in una qualsiasi domanda a cui non sappiamo dare una risposta pronta, risuona l’eco del: aspetta che cerco su internet.
E’ una realtà di fatto che negli ultimi anni l’uso dei motori di ricerca è aumentato a dismisura: il 65% degli utenti del web, prenotano online le loro vacanze. Un numero interessante.
Una quantità così alta di visitatori, in effetti, non deve essere sottovalutata: prima di cliccare sul pulsante “prenota” è statisticamente provato che vengono compiute numerose ricerche sul web, confrontati diversi siti di alberghi; e da una lista discretamente lunga di nomi presi dai grandi portali di booking online come Expedia o Venere, rimangono alcuni prescelti.
Non basta più accontentarsi di inserire l’hotel su quanti più portali di prenotazioni possibili. Farsi notare da Google, data la vastissima mole di strutture turistiche che già da tempo si sono posizionate per prime, è diventato un vero e proprio obiettivo di crescita. Un piano di impresa effettivamente necessario.
Un esempio? La catena alberghiera Personality Hotels dichiara di aver guadagnato più di 75.000 dollari in meno di 9 mesi (da giugno 2009 a febbraio 2010) grazie a Twitter.
Alcuni piccoli passi per far conoscenza con la grande rete del web sono possibili da compiere anche per l’albergatore singolo: condividere qualche offerta su Facebook, pubblicizzare immagini su Twitter, creare sondaggi e familiarizzare con gli utenti più fidelizzati. Ma il resto?
Ciò che conta veramente è puntare alle vette di Google, comparire per primi e farlo con una certa classe (ovviamente mi riferisco all’importanza di un buon sito ufficiale). Tutta questa massa di lavoro la possiamo affidare ad una web-agency, a qualcuno che quindi conosce i segreti dei motori di ricerca da anni.
Il primo vero cambiamento sta a chi ha un albergo: dove andiamo in vacanza questo week-end? Aspetta che cerco su internet.

Nel novanta percento dei casi al giorno d’oggi, in una qualsiasi domanda a cui non sappiamo dare una risposta pronta, risuona l’eco del: aspetta che cerco su internet.

E’ una realtà di fatto che negli ultimi anni l’uso dei motori di ricerca è aumentato a dismisura: il 65% degli utenti del web, prenotano online le loro vacanze. Un numero interessante.

Una quantità così alta di visitatori, in effetti, non deve essere sottovalutata: prima di cliccare sul pulsante “prenota” è statisticamente provato che vengono compiute numerose ricerche sul web, confrontati diversi siti di alberghi; e da una lista discretamente lunga di nomi presi dai grandi portali di booking online come Expedia o Venere, rimangono alcuni prescelti.

Non basta più accontentarsi di inserire l’hotel su quanti più portali di prenotazioni possibili. Farsi notare da Google, data la vastissima mole di strutture turistiche che già da tempo si sono posizionate per prime, è diventato un vero e proprio obiettivo di crescita. Un piano di impresa effettivamente necessario.

Un esempio? La catena alberghiera Personality Hotels dichiara di aver guadagnato più di 75.000 dollari in meno di 9 mesi (da giugno 2009 a febbraio 2010) grazie a Twitter.

insight

Alcuni piccoli passi per far conoscenza con la grande rete del web sono possibili da compiere anche per l’albergatore singolo: condividere qualche offerta su Facebook, pubblicizzare immagini su Twitter, creare sondaggi e familiarizzare con gli utenti più fidelizzati. Ma il resto?

Ciò che conta veramente è puntare alle vette di Google, comparire per primi e farlo con una certa classe (ovviamente mi riferisco all’importanza di un buon sito ufficiale). Tutta questa massa di lavoro la possiamo affidare ad una web-agency, a qualcuno che quindi conosce i segreti dei motori di ricerca da anni.

Il primo vero cambiamento sta a chi ha un albergo: dove andiamo in vacanza questo week-end? Aspetta che cerco su internet.


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