Essere presenti online con il proprio sito istituzionale dell’hotel e con un software di booking funzionale, sono considerazioni che più volte ho trattato. Con il web 2.0 ormai sempre più web 3.0 e con il diffondersi di dinamiche che possono essere inglobate in un’unica definizione di Travel 2.0, è fondamentale riuscire ad imporsi sulla Rete in modo da essere raggiungibili dagli utenti e potenziali clienti.
Vi è un aspetto destinato anch’esso a prendere piede: il traffico attivo e proveniente dal “mobile“. Intendo ovviamente tutte quelle operazioni che l’utente medio è solito compiere con sistemi di navigazione attraverso il proprio cellulare.
Con l’avvento dell’iPhone, il panorama dell’Internet Mobile è mutato notevolmente, e l’evoluzione è in continua crescita. A dimostrazione di tale crescita vi è una recente ricerca di eMarketer che dimostra l’ammontare del Mobile Advertising Spending da parte delle aziende nel mercato US.
I dati evidenziano una forte crescita degli investimenti pubblicitari già nel passaggio dal 2008 al 2009.
Inoltre l’aumento degli investimenti fino al 2013 prevede un salto vertiginoso fino ad arrivare a 1,560 billion.
Questi valori manifestano quindi la tendenza da parte delle società di credere molto nel potenziale della rete internet mobile.
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Quanto contano i portali turistici (Expedia, Booking.com, Venere etc.) per una struttura ricettiva turistica?
Senza ombra di dubbio, tantissimo. Questi portali sono in grado di portare non solo visibilità agli hotel, bed and breakfast, agriturismi o altro, ma riescono anche ad incrementarne il numero di prenotazioni online.
Io per primo sono convinto che i portali turistici, per il bene che hanno fatto e continuano a fare al turismo online, per lo sviluppo che hanno apportato nel travel 2.0, per la comodità delle prenotazioni online in pochi passaggi e per altri numerosi aspetti, sono imprescindibili nella politica di gestione di una struttura alberghiera.
Nonostante tutto, ci sono anche per loro degli effetti collaterali che si riversano purtroppo sugli hotel e sugli albergatori. Non voglio però parlare della rinomata questione che da anni viene portata avanti, ovvero l’alta percentuale di provvigioni spettanti agli intermediari.
L’albergatore vuole più visibilità? Vuole più prenotazioni? Perfetto! Tutto questo ha un prezzo. Ai portali turistici quindi, chi in misura maggiore chi minore, bisogna conferire una percentuale dei propri guadagni.
Premettendo comunque che “affidare” agli intermediari online la propria struttura, non conferisce l’assoluta certezza di ottenere davvero visibilità e realmente un incremento di prenotazioni, voglio fare leva su un aspetto che, secondo il mio personale giudizio, viene ancor prima dei ricavati del proprio lavoro: la propria credibilità e reputazione.
Qualche giorno fa, sull’ottavo numero della rivista Wired, leggevo un interessante articolo, dove un utente, esponendo il problema riscontrato presso una struttura alberghiera, dichiarava quanto segue:
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Tutti gli utenti viaggiatori, hanno la possibilità attraverso la Rete di scoprire e cercare autonomamente le offerte migliori di soggiorno presso una struttura alberghiera rispetto ad un’altra; possono comparare i prezzi presenti sui vari portali turistici; possono creare e condividere i propri itinerari di viaggio con altri travellers, etc.
Ci sono tanti siti web che offrono queste possibilità di utilizzo del web, che in questo modo diventa sostanzialmente aperto e libero alle condivisioni di idee.
Oggi vi voglio però parlare di un sito molto interessante che risponde benissimo a queste dinamiche di Travel 2.0 e per chi ama viaggiare: minube.it
Grazie alla collaborazione di Ciro Gechelin che gestisce la comunità degli utenti iscritti a minube dando loro tutto l’appoggio possibile per una massima efficienza della rete sociale, sono riuscito a conoscere meglio questa community di viaggiatori rivolgendogli delle domande che potessero anche trovare utilità per gli operatori turistici, albergatori in particolare, i quali spesso non conoscono il riscontro che può derivare da certi portali nati esclusivamente a beneficio degli utenti/travellers ma che si riflettono poi anche sulla loro attività.
Di seguito l’intervista…
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Con il post di oggi concludo la piccola rubrica “Puntare sul web“.
Negli articoli pubblicati, ho presentato alcune utili procedure da seguire per promuovere la propria struttura alberghiera online. Cliccando su questo link, troverete tutti i post in successione.
Eppure, per concludere degnamente la rubrica, non si può non fare accenno all’importanza che gioca il ruolo dell’albergatore ancor prima di tutti i vari strumenti che offre il web.
Pur essendo il post di chiusura, in realtà quello che dirò, dovrebbe essere proprio il primo punto di fondamentale importanza per una buona attività di web marketing turistico.
Ciò di cui sto parlando è la predisposizione a internet da parte dell’albergatore o dello staff alberghiero più in generale.
Sono sicuro che mandare avanti il proprio hotel nella vita reale sia molto complicato, poichè sono conscio dei numerosi impegni a cui un abergatore è soggetto quotidianamente, al punto che spesso ci si chiede: “Ma il tempo per stare su Internet, dove lo trovo?“.
Il mondo virtuale rispetto a quello reale, distinzione che aborro in pieno ma che utilizzo per chiarezza del discorso, richiede davvero tanta dedizione, forse anche più di quanto non si creda. Non esagero dicendo che non basterebbero nemmeno 24 ore per riuscire a usufruire di tutti gli strumenti attraverso cui si può promuovere la propria struttura.
Come fare quindi per organizzare tutto il lavoro sul web?
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Tutti oggi sostengono con sicurezza che i video online subiranno una forte crescita sul web, ed io sono convinto che essi potranno rivelarsi un’arma in più per tutte le strutture ricettive turistiche.
L’immagine seguente è il risultato un’indagine di mercato realizzata da eMarketer, la quale dimostra come i video su internet abbiano col tempo subito una grande evoluzione e come saranno destinati a crescere uteriormente nei prossimi anni. Dai 135 milioni di utenti che visualizzano i video nel 2008 ai 188 milioni di utenti previsti per il 2013.

I dati si riferiscono al pubblico US, ma la stessa crescita la si può riportare anche per l’Italia, infatti i video online negli ultimi anni stanno trovando il favore di molti utenti.
Come può una struttura alberghiera trarre vantaggio da un video online?
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