E’ nato Facebook Places, lo strumento che si integra al conosciutissimo e popolato social network per condividere con tutti gli amici la posizione in cui ci troviamo.
Iniziamo dal dire che attualmente Places è disponibile solo per mobile, il motivo è scontato: comodamente dal nostro cellulare potremo sapere dove una persona è stata, che città ha visitato e, perchè no, anche in che hotel ha alloggiato. Allo stesso modo se sono in un luogo e voglio farlo sapere ai miei amici, mi basta aprire Facebook Places dal mio iPhone e impostare come nuovo Place il punto in cui mi trovo. Una cosa del tipo: “Sono a Roma con Luigi, giornata stupenda! Anche l’hotel è carino.” Facebook Places farà in modo di dirvi
1) il nome della città, i punti guida principali
2) con chi ci siete stati (tramite tag)
3) l’hotel dove avete alloggiato
Molti di voi diranno: c’è già Four Square che ci pensa, e da molto tempo. In un certo senso si, anche se ci sono molte differenze tra Four Square e Places. Lo scopo tuttavia è lo stesso, condividere con chi conosciamo la nostra posizione, i nostri luoghi preferiti. Su questo Facebook passa in netto vantaggio perchè può sfruttare la sua vastissima rete di iscritti e la sua fama già affermata da anni.
In che modo quindi Places potrà tornare utile agli hotel?
Quando iscriviamo una nuova posizione e facciamo un “check in”, Places ci chiederà se questa posizione corrisponde ad una attività (business place) e quindi, accettando la segnalazione, verrà creata una pagina apposita. L’effetto potete immaginarlo: se trascorro una vacanza in un hotel e lo segnalo in Places, il nome di questo hotel finirà anche nella bacheca degli miei amic, creando un passaparola in tempo reale. Una sorta di pubblicità indiretta nel più famoso dei social network.
Sicuramente un motivo in più per gli hotel di iscriversi a Facebook
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Nel novanta percento dei casi al giorno d’oggi, in una qualsiasi domanda a cui non sappiamo dare una risposta pronta, risuona l’eco del: aspetta che cerco su internet.
E’ una realtà di fatto che negli ultimi anni l’uso dei motori di ricerca è aumentato a dismisura: il 65% degli utenti del web, prenotano online le loro vacanze. Un numero interessante.
Una quantità così alta di visitatori, in effetti, non deve essere sottovalutata: prima di cliccare sul pulsante “prenota” è statisticamente provato che vengono compiute numerose ricerche sul web, confrontati diversi siti di alberghi; e da una lista discretamente lunga di nomi presi dai grandi portali di booking online come Expedia o Venere, rimangono alcuni prescelti.
Non basta più accontentarsi di inserire l’hotel su quanti più portali di prenotazioni possibili. Farsi notare da Google, data la vastissima mole di strutture turistiche che già da tempo si sono posizionate per prime, è diventato un vero e proprio obiettivo di crescita. Un piano di impresa effettivamente necessario.
Un esempio? La catena alberghiera Personality Hotels dichiara di aver guadagnato più di 75.000 dollari in meno di 9 mesi (da giugno 2009 a febbraio 2010) grazie a Twitter.
Alcuni piccoli passi per far conoscenza con la grande rete del web sono possibili da compiere anche per l’albergatore singolo: condividere qualche offerta su Facebook, pubblicizzare immagini su Twitter, creare sondaggi e familiarizzare con gli utenti più fidelizzati. Ma il resto?
Ciò che conta veramente è puntare alle vette di Google, comparire per primi e farlo con una certa classe (ovviamente mi riferisco all’importanza di un buon sito ufficiale). Tutta questa massa di lavoro la possiamo affidare ad una web-agency, a qualcuno che quindi conosce i segreti dei motori di ricerca da anni.
Il primo vero cambiamento sta a chi ha un albergo: dove andiamo in vacanza questo week-end? Aspetta che cerco su internet.
Nel novanta percento dei casi al giorno d’oggi, in una qualsiasi domanda a cui non sappiamo dare una risposta pronta, risuona l’eco del: aspetta che cerco su internet.
E’ una realtà di fatto che negli ultimi anni l’uso dei motori di ricerca è aumentato a dismisura: il 65% degli utenti del web, prenotano online le loro vacanze. Un numero interessante.
Una quantità così alta di visitatori, in effetti, non deve essere sottovalutata: prima di cliccare sul pulsante “prenota” è statisticamente provato che vengono compiute numerose ricerche sul web, confrontati diversi siti di alberghi; e da una lista discretamente lunga di nomi presi dai grandi portali di booking online come Expedia o Venere, rimangono alcuni prescelti.
Non basta più accontentarsi di inserire l’hotel su quanti più portali di prenotazioni possibili. Farsi notare da Google, data la vastissima mole di strutture turistiche che già da tempo si sono posizionate per prime, è diventato un vero e proprio obiettivo di crescita. Un piano di impresa effettivamente necessario.
Un esempio? La catena alberghiera Personality Hotels dichiara di aver guadagnato più di 75.000 dollari in meno di 9 mesi (da giugno 2009 a febbraio 2010) grazie a Twitter.

Alcuni piccoli passi per far conoscenza con la grande rete del web sono possibili da compiere anche per l’albergatore singolo: condividere qualche offerta su Facebook, pubblicizzare immagini su Twitter, creare sondaggi e familiarizzare con gli utenti più fidelizzati. Ma il resto?
Ciò che conta veramente è puntare alle vette di Google, comparire per primi e farlo con una certa classe (ovviamente mi riferisco all’importanza di un buon sito ufficiale). Tutta questa massa di lavoro la possiamo affidare ad una web-agency, a qualcuno che quindi conosce i segreti dei motori di ricerca da anni.
Il primo vero cambiamento sta a chi ha un albergo: dove andiamo in vacanza questo week-end? Aspetta che cerco su internet.
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The Thirteen Best Online Travel Guides: e il nome dice tutto.
Scorrete la lista a questo indirizzo: secondo voi manca qualcuno? E in Italia che siti per turisti abbiamo da suggerire?
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1) In che modo preferisci pubblicizzare la tua struttura? (stampa, internet, tv, radio..)
2) Internet per il tuo hotel (ottenere clienti, prenotazioni..): indispensabile, utile , neutrale?
3) Facebook, twitter, social media in generale: li usi? che ne pensi?
4) I tuoi ospiti lasciano recensioni sulla loro esperienza? Le trovi interessanti?
4 domande aperte ai responsabili di hotel, b&b e strutture turistiche. Aspettiamo le vostre risposte: inviatecele a info@tourmarketing.it, le pubblicheremo con piacere
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Ho un debole per Foursquare già da qualche tempo (vedi questo articolo). Lo scenario italiano è nettamente diverso da quello USA ma possiamo già iniziare a fare qualche riflessione sulle interessanti possibilità per il mondo del turismo.
Con TripAdvisor&co. e il web 2.0 in generale abbiamo già imparato il valore delle recensioni dei turisti e dei contenuti generati e condivisi.
Ora facciamo un passo in avanti. Con Foursquare (, Gowalla e chi verrà) gli utenti possono segnalare la loro presenza fisica nella nostra struttura. Non devono “sforzarsi” nello scrivere review, basta fare check in: lanciare un segnale.
Questo non preclude che il check in sia la fine dell’engagement: può rappresentarne l’inizio e l’antipasto. Il turista coinvolto può iniziare da lì un rapporto più sviluppato, quindi share di foto, video, commenti,..
Se invece ci trovassimo davanti ad un utente pigro, la sua semplice azione basterebbe comunque a darci un plus di visibilità.
Il gioco sta nell’arricchire il check in con benefit concreti o piacevoli: esempio, questo hotel di Portland (http://foursquare.com/venue/73200)
Come in to the restaurant, show your waitperson that you checked in on Foursquare, and receive a free appetizer when you purchase an entree!
Ma il segnale che la tendenza sta prendendo corpo lo notate al termine di questo articolo sul The Wall Street Journal, l’iconcina per condividere su Foursquare. E come fanno giustamente notare (su Mashable se non ricordo male) la comparsa e la diffusione dei pulsanti di share/bookmark è un forte indicatore del grip di un fenomeno 2.0
Sono interessato a capire che ne pensate, nel mentre un altro paio di link dove si parla dell’argomento:
Linkedin
Adrias Online
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10 azioni da mettere in pratica per ottenere il massimo da Internet: riprendo l’interessante post di Seoptimise (qui il post originale) aggiungendo e commentando.
1) Local SEO + map SEO Essere presenti nelle ricerche per località e ancor più nelle mappe: i navigatori cercano associando hotel / b&b / .. al nome della meta del viaggio. Fondamentale.
2) Multilingual SEO La nostra clientela da dove proviene? O a chi vogliamo rivolgerci? Ma in generale per una struttura turistica il sito monolingua è limitante, sia per i navigatori sia per i motori di ricerca.
3) Image SEO Certo, un’immagine parla molto di più di mille parole e nel turismo vale ancora di più. Presentare e ottimizzare foto della nostra località ci darà interessanti soddisfazioni. Continua a leggere…
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Che cos’è un Virus? Un’esperienza. Come si può non credere a quest’affermazione?
Pensiamo se un cliente, sul bordo della nostra piscina, aggiornasse il suo profilo su twitter scrivendo “Questo posto è il Paradiso” e quello stato si aggiornasse in automatico su facebook, linkedIn e quindi su friendfeed… trasmetterebbe una sensazione di benessere a migliaia di utenti in contatto con lui. Pensiamo se le chiacchiere da bar le trasformassimo in apprezzamenti e commenti online, quanta pubblicità gratuita?!
Non tutti i nostri clienti in vacanza hanno PC e i-phone configurati. E quindi? Che cosa possiamo offrire per guadagnare un virus potenzialmente positivo? Continua a leggere…
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Definiamo il Marketing come Profitable Customer Satisfation.
Semplicemente è l’insieme di tecniche e metodi per raggiungere gli obiettivi aziendali, attraverso “la determinazione dei bisogni e desideri dei mercati e la loro soddisfazione in modo più efficace ed efficiente dei concorrenti”. Il Marketing è la filosofia che governa i bisogni dei clienti e i costi dell’azienda per raggiungere tali bisogni.
Ma che differenza regna tra il giovane web marketing turistico e il Marketing abitualmente tradizionale?!
Iniziamo l’indagine studiando il potenziale cliente.
Un hotel che decide di sponsorizzarsi attraverso una campagna di Marketing tradizionale, stila un elenco di caratteristiche demografiche (sesso, età, residenza) per evidenziare il proprio target e da questa analisi, decreterà i passi da intraprendere per raggiungerlo e soddisfarlo attraverso la pubblicità tradizionale. Continua a leggere…
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Una delle formule di Web marketing più nota e usata è la Newsletter. La sua funzione è molto chiara e d’impatto: crea fidelizzazione attraverso l’aggiornamento costante.
Un hotel, un centro congressi, un rifugio d’eventi, non può assolutamente esistere senza la promozione e l’aggiornamento. I potenziali clienti hanno il diritto di conoscere le novità, le iniziative, le anticipazioni, per sentirsi in grado di valutare positivamente una scelta turistica o congressuale.
Il messaggio di posta elettronica, inviato periodicamente a un contatto, crea un’agenda, un diario, un giornale on-line in grado di fornire variazioni di listini, nuovi servizi, partecipazioni a fiere oppure inviti a visitare il proprio locale o la propria zona turistica. Continua a leggere…
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Fare promozione attraverso il web non significa per un albergo solamente realizzare un bel sito, l’investimento dedicato alla comunicazione online è vanificato se non si mettono in atto iniziative in grado di generare traffico indirizzato alla vostra pagina. Per far si che la vostra scelta grafica venga valutata e stuzzichi la curiosità del vostro potenziale cliente, dobbiamo creare delle trappole che lo attirino verso il vostro sito.
Per fare ciò esistono due possibilità correlate, le quali, quando si decide di intraprendere la strada della pubblicità online, non si possono assolutamente sottovalutare.
Non in ordine d’importanza, la prima è fare in modo che il traffico venga spontaneamente generato dai motori di ricerca. Esistono strategie definite SEO che ottimizzano il sito esistente creando delle parole chiavi utili a google & co. per trovare la vostra pagina, prima di altre, quando l’utente digita una determinata ricerca (esempio: Hotel Venezia). Continua a leggere…
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